|
17 giugno 2004
Epilogo
Grazie a tutti!
Ciao.
| inviato da il 17/6/2004 alle 13:32 | |
8 giugno 2004
dilemma
Chiudo o non chiudo il blog?...
| inviato da il 8/6/2004 alle 12:25 | |
28 maggio 2004
Viva Nairobi Viva!
Qualche settimana fa vi avevo parlato della campagna "Viva Nairobi Viva!". Oggi mi è giunta un'email da IAI - International Alliance of Inhabitants - con un resoconto dei primi risultati ottenuti. Ve la riporto.
Cari amici, la campagna "Viva Nairobi Viva!" ha superato quota 5000 adesioni e sta dando i suoi frutti: gli abitanti degli slums di Nairobi si sentono meno soli, hanno più fiducia nella solidarietà e la questione è di dominio pubblico a livello nazionale e internazionale. Perciò il governo del Kenya è stato costretto a fermare temporaneamente le demolizioni, anche se non si decide ad imboccare la via che in molti stiamo indicando, cioè la ridiscussione dei piani urbanistici e di messa in sicurezza degli slums partendo dai diretti interessati. Per fare questo dovremmo indicare vie d'uscita (es: la rinegoziazione del debito estero) oppure, in caso di sordità, pensare a forme di contestazione decisa (es: boicottaggio del turismo).
La campagna sta dunque diventando uno strumento potente non solo di difesa, ma anche di attacco per ottenere il risanamento degli slums.
Se questo risultato fosse raggiunto, considerando che con Nairobi stiamo sperimentando un primo pezzo della campagna "Sfratti Zero!" dell'International Alliance of Inhabitants, sarebbe un esempio e uno stimolo per le decine di milioni di persone attualmente sotto sgombero in varie parti del mondo.
Ma è necessario avere la forza della solidarietà coordinata a tutti i livelli per raggiungere questo scopo!
A questo fine risulterà particolarmente utile il reportage, a cui abbiamo collaborato, che uscirà venerdi 28/5/2004, su Il Venerdì di Repubblica:
"Il nuovo Kenya che avanza sbaraccando i baraccati. La tangenziale, la ferrovia e la linea elettrica da ammodernare. Così il governo di Nairobi sfratterà 160 mila persone dagli slums. Destinazione? Da stabilire. Ma il popolo invisibile ha deciso di lottare...".
Nel frattempo firmate e fate firmare l'Appello che trovate su www.habitants.org/IAI e i siti collegati!
Ciao in solidarietà
Cesare Ottolini IAI
| inviato da il 28/5/2004 alle 9:41 | |
20 maggio 2004
Takunda
È il marzo 2001. In Zimbabwe, presso l’Ospedale missionario St. Albert, il Cesvi inaugura il progetto “Fermiamo l’Aids sul nascere”, che, attraverso un’intensa attività di informazione e prevenzione prima e un’appropriata cura farmacologica poi, mira a evitare la trasmissione dell’Hiv dalla madre sieropositiva al suo bambino.
9 maggio 2001. Il lieto evento: nasce Takunda (nome che in lingua shona significa "abbiamo vinto"). È il primo bimbo dello Zimbabwe coinvolto nel progetto del Cesvi. La madre, sieropositva, è stata trattata con la Nevirapina, farmaco antiretrovirale che riduce le possibilità di trasmissione verticale dell’Hiv.

Maggio 2002: la vittoria di Takunda. Il test conferma che il bimbo è sano!
È una chiara risposta a quanti sostengono l’icontrastabilità dell’epidemia Aids nel continente africano. Quello alla salute e alla cura è un diritto irrinunciabile!
 
| inviato da il 20/5/2004 alle 10:25 | |
17 maggio 2004
E se Berlino chiama ditele che s'impicchi: crepare per i ricchi no! non ci garba più. E se la Nato chiama ditele che ripassi: lo sanno pure i sassi: non ci si crede più. Se la ragazza chiama non fatela aspettare: servizio militare solo con lei farò. E se la patria chiama lasciatela chiamare: oltre le Alpi e il mare un'altra patria c'è. E se la patria chiede di offrirgli la tua vita rispondi che la vita per ora serve a te.
Franco Fortini
Cantacronache
| inviato da il 17/5/2004 alle 13:40 | |
11 maggio 2004
Anche se con ritardo...
... a Peppino
Lunga è la notte e senza tempo. Il cielo gonfio di pioggia non consente agli occhi di vedere le stelle. Non sarà il gelido vento a riportare la luce, nè il canto del gallo, nè il pianto di un bimbo. Troppo lunga è la notte, senza tempo, infinita.
***
E venne da noi un adolescente dagli occhi trasparenti e dalle labbra carnose, alla nostra giovinezza consunta nel paese e nei bordelli. Non disse una sola parola né fece gesto alcuno: questo suo silenzio e questa sua immobilità hanno aperto una ferita mortale nella nostra consunta giovinezza. Nessuno ci vendicherà: la nostra pena non ha testimoni.
***

Appartiene al tuo sorriso l'ansia dell'uomo che muore, al suo sguardo confuso chiede un pò d'attenzione, alle sue labbra di rosso corallo un ingenuo abbandono, vuol sentire sul petto il suo respiro affannoso: è un uomo che muore.
Peppino Impastato
| inviato da il 11/5/2004 alle 15:7 | |
4 maggio 2004
Ma quanto mi piace la mia città...!
| inviato da il 4/5/2004 alle 12:19 | |
30 aprile 2004
Civiltà superiore
 
Prigionieri legati e incappucciati, altri costretti a mimare rapporti sessuali, gente inerme picchiata a sangue e assalita da cani feroci, piramidi di uomini nudi e a contorno soldati in uniforme che ridono e scherzano...
E la vergogna continua: come si umilia un popolo
| inviato da il 30/4/2004 alle 9:47 | |
29 aprile 2004
L'uomo può pensare
Generale, il tuo carro armato è una macchina potente. Spiana un bosco e sfracella cento uomini. Ma ha un difetto:
ha bisogno di un carrista.
Generale, il tuo bombardiere è potente. Vola più rapido di una tempesta e porta più di un elefante. Ma ha un difetto:
ha bisogno di un meccanico.
Generale, l'uomo fa di tutto. Può volare e può uccidere. Ma ha un difetto:
può pensare.
Bertolt Brecht, Generale
| inviato da il 29/4/2004 alle 10:0 | |
28 aprile 2004
La mia solidarietà...
...
Siamo tutti gay ...
| inviato da il 28/4/2004 alle 16:39 | |
|